—È la storia di Angiola,—saltò su Giannina.

Angiolina era tutta confusa, e disse:—È un tradimento, ma la storia non è terminata.

—Raccontaci il seguito,—disse Giannina.

—Ecco,—soggiunse Angela:

«Quella bambina, non meritava d'essere collocata fra le eroine, perchè ognuno al suo posto avrebbe fatto lo stesso; si trattava della sua mamma! ma è stata più fortunata di tante altre. Un giorno è capitata a casa sua una buona fata, la quale l'ha condotta in campagna, in mezzo agli alberi verdi, agli uccelli che la mattina la rallegrano coi loro canti, e nella compagnia di tanti bei bambini, con tanti divertimenti; davvero che quella fanciulla domanda sempre a sè stessa, perchè è stata tanto fortunata.»

Tutti le fecero festa, la signora Guerini la additò come esempio ai suoi figli, poi salutando Maria, disse:

—Sono proprio felice d'esser venuta in mezzo a fanciulli così buoni, vi assicuro che nell'uscire dalla vostra casa ci si sente migliori; vi supplico, non mancate domani alla nostra festa; abbiamo bisogno di buone fate come siete voi, a rivederci; anche voi, professore, ricordatevi.

Maria li accompagnò alla carrozza e stette coi fratelli sulla porta finchè li vide allontanarsi sulla strada maestra.

LA FESTA CAMPESTRE.

—Andremo, è vero, Maria?—disse Elisa, appena fu uscita la signora
Guerini.