— Forse sono sul punto di farne una molto interessante; intanto dimmi: il mio porta fortuna?

— Va benissimo, ho fatto una passeggiata molto divertente, e mi sono comprata un nuovo vestito.

— Allora non ha portato fortuna a me, però dammelo, che ho bisogno di vedere se il movimento non si è guastato.

— Ma me lo ridai.

— Figúrati, te l'ho regalato.

Egli prese il gingillo e lo portò nella sua officina; era impaziente di vedere se la sua macchina agiva bene e se riusciva a scoprire i discorsi fatti dalla moglie.

Il gioiello conteneva un fonografo in miniatura, e lo Zuccoli ne tolse una membrana metallica tutta sparsa di segni invisibili e l'applicò ad uno strumento che dovea riprodurre i suoni segnati su quel disco.

Le sue mani tremavano, mentre montava la macchinetta, e stette attento senza fiatare.

Da principio uscì dalla macchina un brontolìo incomprensibile, poi udì distintamente i dibattiti colla sarta, e i discorsi che Fania avea fatto con Giacomino.

Ogni tanto dava qualche esclamazione.