«Ora, oggi stesso, mi capitò una strana combinazione che mi ha fatto rinvangare il passato ed è causa della preoccupazione che avete notato.
«Pensate che il conte V...., marito della mia amica, è venuto a pregarmi ch'io l'accetti nella mia casa di salute.
«È molto ammalato e ridotto nella più squallida miseria.
«— Eravate tanto suo amico e spero che non mi abbandonerete, vi supplico, in nome della sua amicizia, — mi ha detto.
«L'ho subito accolto e ho messo a sua disposizione il villino destinato a sua moglie. Egli rimase confuso, non potendo credere a tanta generosità.
«— Ma sono un miserabile, — andava ripetendo, — non ho più nulla, non sono degno di abitare questo bel villino, non potrò mai compensarvi.
«— Vostra moglie mi ha tanto aiutato nella mia opera di beneficenza, che devo farlo per la sua memoria, — diss'io.
«Egli era commosso, piangeva come un bambino e non trovava parole per ringraziarmi.
«Non immaginava certo di avere un po' di diritto alla mia ospitalità.
«Anche questo è un essere originale da studiare, anch'egli ha preso una certa facilità d'indovinare i pensieri altrui, non certo al grado della moglie, ma vi confesso che questa coincidenza mi ha turbato; i ricordi del passato rivivono nella mia mente ed ecco perchè oggi non sono il vostro allegro commensale.»