— Non mi par giusto, abbiamo quasi la stessa età, penso a te come ad una sorella, e mi pare che tu sia sola a comprendermi.... Il babbo è tanto mutato.

— Quella donna lo ha stregato, è una vipera.

— È stata molto gentile con me, forse non è cattiva, ma non è la mia mamma e mi dispiace vederla a quel posto. Sarà colpa mia se non so farmi amare.

— Sei troppo buono, — disse Giulia entrando in casa, e salutandolo, — a domani.

Ugo rifece la strada contento al pensiero di poter nella quiete della campagna e della casa dove era nato ricominciare le sue esperienze scientifiche, sapendo di avere là accanto una dolce amica, una confidente, nella sorella della madre.

— Ecco, — pensava, guardando la grande casa che si avvicinava come una massa nera in mezzo alle piante; — là il lavoro e qui al villino il riposo.

E per un istante ebbe l'illusione di esser felice.

III.