— Quanto è buona, signorina, — rispose, — sono stato io causa di tutto; il professore mi diceva sempre di badare a maneggiare i tubi pieni di gas che erano pericolosi, non so che cosa ho fatto, sono stato distratto, imprudente, ma non mi accadrà mai più.
— E come stai?
— Ho un po' di bruciore sulla faccia, mi hanno dato cinque punti, ma non è nulla, mi dispiace più di tutto per il professore, chissà se mi vorrà più al suo servizio!
— E dove è andato il tuo padrone?
— Non so, l'ha condotto via il dottore, ed era in uno stato! Non poteva parlare, faceva compassione, povero signore, e non sa che la colpa è stata mia.
— Ma tu non sei scoraggiato? — chiese Giulia, — vuoi continuare ancora ad aiutarlo?
— Ora più che mai, ho imparato a mie spese ad essere prudente e sono orgoglioso della mia ferita, mi par d'essere un martire della scienza.
— Bravo Vincenzo, questi sentimenti ti onorano e il tuo padrone non ti abbandonerà.
Salutò il ragazzo e andò dal dottore dimenticando che il pranzo e i suoi domestici l'aspettavano al villino, ma nemmeno dal dottore potè riuscire a sapere qualche cosa di positivo.