— Ma sai che sei un bel tipo? — gli disse la moglie. — Perchè ad una ragazza capricciosa, vien voglia di andar in città, tu subito immagini mille pericoli; avrà avuto bisogno di far delle spese.

— Puoi dire quello che vuoi, — rispose l'Arlandi, — ma questa gita misteriosa mi dà noia, ho il presentimento che è andata per Ugo.

— Anche se ciò fosse, noi abbiamo fatto quello che si doveva fare, non abbiamo rimorsi.

— Parla per conto tuo, io invece da qualche giorno ho un rimorso che mi strazia l'anima e non sono contento di me.

— Perchè sei un uomo incerto, debole e non hai il coraggio delle tue azioni, ma per tua tranquillità voglio aver informazioni esatte.

Sì dicendo Savina chiamò il domestico e gli ordinò di andare al villino di Giulia e pregare Rosa, la cameriera, di venire un momento a villa Ada.

— Se la sua padrona le ha ordinato di tacere non dirà nulla, — disse il signor Arlandi.

— Dirà tutto, tu non conosci le donne, in ogni modo tentare non nuoce.

Non parlarono più finchè non giunse la cameriera di Giulia, la quale chiese subito la ragione per cui l'avevano fatta chiamare.

— Vorrei sapere, — disse Savina, — se la tua padrona ha ricevuto qualche cattiva notizia, che è partita così improvvisamente senza salutare nessuno.