Era come un giocatore di scacchi che avendo fatto per caso una buona mossa vede svolgere il suo gioco trionfalmente fino alla fine.

Prima di tutto andò dall'avvocato Alberti, un buon amico nel quale riponeva piena fiducia, e saputo di che si trattava la rassicurò e si mise a sua disposizione.

Poi mandò il giornale coll'articolo che nominava il professore, segnato con una striscia azzurra al signor Carlo, al dottore, a tutti i conoscenti e al dottor B., direttore della casa di salute.

— È come un avanguardia, — disse all'avvocato, — è per prepararlo alla nostra visita.

Nel pomeriggio si recarono in persona a parlare col dottor B.

Era un uomo alto, serio, colla barba nera e gli occhi penetranti che pareva volessero entrare nell'anima e scoprire i più occulti pensieri. Abituato a vivere in mezzo ai pazzi e squilibrati di mente, vedeva in tutti gli uomini il germe della follìa e calcolava tutti pazzi, fino a prova contraria.

Quando l'avvocato Alberti e Giulia chiesero di Ugo Arlandi dicendo che era tutt'altro che pazzo egli stentava a persuadersene.

— È tranquillo, educato, — disse, — non dà noia a nessuno, anzi pare intelligente e la sua conversazione è piacevole, ma sul più bello vien fuori col voler trovare l'anima del mondo e ciò mi rende molto titubante se si deve tenerlo ancora in osservazione. Noi che siamo esperti in queste cose, — sappiamo che quando una parte del cervello è molto sviluppata, ciò è a scapito degli altri centri cerebrali che sono deficienti; vorrei mostrarvi dei veri pazzi che hanno un'idea fissa ma nel resto ragionano meglio di noi.

L'avvocato Alberti gli mostrò come tutti i giornali si occupavano del professore, il quale aveva dei nemici, e disse che la zia Giulia non avrebbe lasciato nessun mezzo per liberare il nipote; se fosse stato il caso sarebbe anche ricorsa al procuratore del re e avrebbe provocata una perizia.

Il dottore li assicurò che, appena avuta la convinzione che il professor Ugo fosse sano di mente, sarebbe stato il primo a non volerlo tenere più a lungo nel suo stabilimento.