AGIDE Intere restituir le sacre leggi io volli del gran Licurgo: elle non fur mai tolte, ma inosservate, or da gran tempo. Opporsi volle a sí giusta e generosa impresa Leonida: pria l'arte, indi la forza oprava in ciò; ma entrambe invano: allora vinto ei piú dalla propria sua vergogna, che dalla forza altrui, per minor pena ei s'imponea l'esiglio. Ei stesso il dica, se danno io poscia, o securtade e vita a lui recassi. Al suo fuggir, sol uno, di Sparta un grido, ogni oprar suo biasmava, ogni mio benediva. Allora spenti eran gl'iniqui crediti; comuni feansi allor le ricchezze; allora in bando uscian di Sparta il lusso, e i vizj insieme, e il torpid'ozio: e risorgeano, in somma, virtude allora, e libertade. Avreste voi di negarlo ardire?—Ecco i delitti del mio breve regnar, dopo la fuga di Leonida vostro.

ANFAR. Osi tu forse negare ancor, che di tai beni all'esca colti e delusi i cittadini, in breve non fosser tratti a fero strazio? I campi promessi ognora, e non divisi mai; fatti i ricchi, mendici; entrambi oppressi; negherai tu, che a trasgredite leggi, quai tu nomi le nostre, allor la cruda tirannia di te sol non sottentrasse? E tirannide, in ciò piú ria di tanto, che a se di leggi fea mendace velo.

AGIDE Mentr'io per voi di Sparta in campo usciva, mentre agli Etoli in armi io pur mostrava, con danno lor, nuovi Spartani in armi; d'eforo fatto Agesiláo tiranno, ei commettea molt'opre in Sparta inique. Volete voi del suo fallir me reo? Io la pena ne accetto; ove pur colga d'alcune mie virtudi il frutto Sparta: virtú, che voi, di mal talento pieni, pur negar non mi ardite.—Offeso v'hanno, non di Licurgo le tornate leggi, (tant'io feci, e non piú) ma i crudi modi d'Agesiláo? che fare altro vi resta, che me svenare, e proseguir mie imprese?

ANFAR. E a disfar Sparta Agesiláo ti mosse?

AGIDE A rifar Sparta, io da me sol mi mossi,
perché Spartan son io.

ANFAR. Di'; riconosci
per vero re Leonida?

AGIDE Conosco un spartano Leonida, che cadde in Termopile morto, con trecento Spartani, a pro di Sparta.

ANFAR. In cotal guisa rispondi tu? La maestá sí poco del senato e degli efori rispetti?

AGIDE La maestá di Sparta osservo, e adoro,
nel risponder cosí.

ANFAR. Colpevol dunque
tu ti confessi?