Ognor piú cresce
il tumulto. Ahi me misera! in periglio
forse è Neron... Ma chi vegg'io?
Seneca
Nerone;
eccolo, e viene.
Ottav.
Oh, di qual rabbia egli arde
nei sanguinosi occhi feroci! — Io tremo...
SCENA SECONDA
Nerone, Ottavia, Seneca.
Ner.
Chi sei, chi sei, perfida tu, che intera
vaneggi Roma al tuo tornare; ed osi
gridar tuo nome? Or qui, che fai? che imprendi
con questo iniquo traditore? entrambi
state in mia possa. Invan la plebe stolta
vederti chiede. Ah! se mostrarti io deggio,
spero, qual merti, almen mostrarti; estinta.
Ottav.