Di me, Neron, come piú il vuoi, disponi.
Ma di ogni moto popolar, deh! credi
che innocente son io. Nulla (tel giuro)
chieggo, né spero, io dalla plebe: e dove
nuocerti pur, mal grado mio, potessi,
col mio supplizio il non mio error previeni.

Ner.

Rea, qual ti sei, pria di punirti, io voglio
che ogni uom te sappia.

Seneca

Ed ingannar tu speri
con sí turpe menzogna il popol tutto?

Ner.

Tu pur, tu pure, instigator codardo
dei tumulti, che sfuggi; ascoso capo
di ribellanti moti; all'ira mia
tu pur vendetta un dí sarai; ma, poca.

SCENA TERZA

Tigellino, Nerone, Ottavia, Seneca.

Tigel.