A me piú cara
sei, quanto piú mi costi.

Poppea

È tempo al fine,
tempo è, Neron, ch'alto rimedio in opra
da me si ponga, poiché sola io 'l tengo.
Queta mai non sperar l'audace plebe,
finch'io son teco. Ah! generosa prole,
qual darle io pur di Cesari son presta,
Roma or la sdegna. Alla prosapia infame
di egizio schiavo un dí pervenga, è meglio,
la imperial possanza. — Animo forte,
qual non m'avrò fors'io, sveller può solo
or da radice il male. — Ancor ch'io presti
velo, e non altro, al popolar tumulto
che altronde vien, pure in mio core ho fermo,...
ahi, sí, pur troppo!... e il deggio, e il voglio...

Ner.

Ah! cessa.
Tempo acquistar m'era mestier col tempo;
e giá ne ottenni alquanto. Omai, che temi?
Trionferemo, accertati...

Poppea

Deh! soffri,
che, s'io pure a' tuoi piedi ora non spiro,...
l'ultimo addio ti doni...

Ner.

Oh! che favelli?
Deh! sorgi. Io mai lasciarti?...

Poppea