Ottav.

Altra non resta. Eccolo schiuso... Io tutta
giá sorbita ho coll'alito la polve
mortifera...

Seneca

Me misero!...

Ottav.

Gli Dei
t'abbian mercé del prezíoso dono,
opportuno a me tanto... Ecco... Nerone.
A liberarmi... deh!... morte... ti... affretta.

SCENA QUINTA

Nerone, Poppea, Tigellino, Ottavia, Seneca.

Ner.

Cagion funesta d'ogni affanno mio,
dalle mie mani al fin chi ti sottragge?
Chi per te grida omai? Dov'è la plebe? —
Ben scegliesti: partito altro non hai,
che svelarti qual sei: far chiaro appieno
a Roma, e al mondo ogni delitto tuo;
me discolpar presso al mio popol, darti
qual t'è dovuta, con infamia, morte.