— Ed è questa la conclusione che non deve essermi sgradita? — domandò il giovanetto.
— Abbi un momentino di pazienza, e lasciami finire. Io non sono così assoluto nelle mie opinioni da preferire il trionfo d’un principio da me adottato alla felicità delle persone che amo; e siccome te pure amo proprio assai....
— Oh lo so, e grazie....
— Siccome penso che tu saprai rendere felice Albina....
— Dio eterno! Oh come vorrei impiegare ogni mia facoltà, tutta la mia vita a soddisfare ogni suo desiderio!
— Benchè molto mi sia caro anche Alfredo, di cui ho avuto campo a conoscere in Crimea l’animo eletto, l’indole eccellente e il valore veramente ammirabile, pure io mi adoprerò volentieri per fare ottenere a te la mano di mia sorella.
— O Ernesto! — esclamò il giovane impallidito, tremante dall’emozione da sembrar quasi di svenire. — È ciò possibile?
— A un patto però: che Albina ci consenta di buon animo.
Giulio abbassò il capo scoraggiato.
— Ahimè!