Matteo fece un movimento, e Respetti con vivacità, senza lasciarlo parlare:

— Oh non vorrete, spero, neppur tentare di persuadermi che facciate cotanto per alcuno, senza che ci abbiate qualche utile vostro personale.... Non cercherò quale possa essere codesto utile; ma vi dirò: se provassimo a ridurlo in cifra, qual somma vi parrebbe bastevole a rappresentarlo? Non avete che da dirmela, e io ve la farò avere.

Il vecchio non si dimostrò nè stupito nè offeso della proposta che contenevano tali parole; rispose tranquillo e serio:

— Mi rincresce; ma non posso proprio davvero accettare transazione alcuna. Mi offrisse anche i milioni dei Rothschild, io risponderei sempre: quando Ella abbia impedito quel duello e fatto stringere quel matrimonio, riceverà questa carta senza dover pagare manco un centesimo.

Ernesto Respetti guardò un poco fisso fisso l’usuraio senza parlare.

— E sia! — disse poi. — Supponiamo che io accetti il vostro patto. Capirete che almeno io vorrei essere sicuro che le condizioni delle cose sono esattamente quali voi dite: per esempio che quella carta è proprio ignota a tutti e che una volta venuta in mio potere, niuna traccia più potrà rimanere di un momento di debolezza, quale confessa di aver avuto il mio povero padre.

— Ah, signor marchese, le giuro...

Respetti interruppe seccamente:

— Non dovreste credere neppure voi che un vostro giuramento mi possa bastare.

Matteo si curvò sotto quell’insulto senza battere palpebra.