Le spiegazioni furono brevi. Cinque minuti dopo, il marchese baciava la mano della contessa e diceva con profonda commozione:
— Le sue parole sono per me come un’assoluzione di mio padre, ricevuta, per le sue labbra, dal padre di Giulio medesimo e da quella rettitudine incarnata che fu il conte-presidente. La ringrazio, la benedico...
— Ed ora, — interrompeva il primogenito dei Sangré, tornando alla sua allegra vivacità di maniere e di parola: — ora, a terminare ogni vertenza a questo riguardo, andrò io da quel signor Alfredo, conte o non conte, Camporolle o no.
XXVIII.
Secondo l’intesa avuta co’ suoi padrini, Alfredo s’era ritirato a casa e di là non uscito più, per aspettare che venissero a comunicargli il risultato delle trattative coi rappresentanti dell’avversario. Fossero anche stati solleciti a venire da lui colla risposta, il giovane avrebbe pur trovato lungo il tempo dell’attesa: figuratevi ora che cosa dovesse provare, quando vide passare il pomeriggio, sopraggiungere la sera, inoltrarsi la notte e non comparire nessuno. La sua divenne impazienza dolorosa, irritazione nervosa, un malessere, una rabbia, un’angoscia. Finalmente, verso mezzanotte i padrini da lui scelti si presentarono freddi, rigidi, rinchiusi nei più stretti limiti della cortesia.
Dissero essere stati fino allora al club a discutere sul caso coi mandatarii del cavaliere Sangré e con parecchi gentiluomini de’ più esperti e autorevoli in fatto di quistioni d’onore, de’ quali essi avevano per favore domandato l’intervento e il consiglio, perchè davvero il quesito che loro veniva a proporsi aveva assunto carattere di tal gravità, che si erano peritati a scioglierlo da soli.
La freddezza delle parole e del contegno, la serietà formalistica con cui ora gli parlavano que’ due, i quali prima erano usi a trattarlo con amichevole domestichezza, fecero penosa impressione in Alfredo; gli parve di vedere in coloro non più due sostenitori, ma quasi nemici, o almeno giudici severi, mal disposti verso di lui. Si sentì agghiacciare; guardò come trasognato l’uno e l’altro e balbettò:
— Dunque?.... Che decisione?.... Lo scontro?....
— Per ora lo scontro non può aver luogo, — rispose il più vecchio dei due padrini. — così fu deciso, dopo lunga discussione, all’unanimità.
— Come!.... Perchè?.... — susurrò Alfredo impallidendo vieppiù e guardando sempre più smarrito.