— Le mie ricchezze: — interruppe con accento brusco. — Io non ho ricchezze. Tutte quelle che avete raccolte sono vostre, di voi solo...

— Ma no! ma no! — gridò il padre, quasi spaventato. — Te l’ho detto: io ho fatto tutto per te...

— Mi lasciereste dunque disporre liberamente di quelle sostanze che ora figurano di appartenere ad Alfredo Corina?

— Ma sì: Ma sì!

— In qualunque modo che a me piacesse?

— Affatto, affatto.

— Ebbene, sentite quello che ho determinato di farne.

XXXVII.

Quella mattina, verso le dieci, il Conte Ernesto Sangré di Valneve riceveva la lettera seguente:

«Signore,