— Grazie, mio buon Ernesto, — gli disse. — Come mi riesce caro chiamarvi col nome che aveva, il mio buon compagno, che ha il mio figliuolo!... Grazie, del vostro affetto. L’emozione che voi mi date mi è soave, mi solleva. Nulla mi è più gradito che udire ricordati lo sposo mio e i meriti suoi. — E volgendosi al ritratto soggiunse: — Tu lo vedi, mio diletto, tu lo vedi ora, meglio che quando eri fra noi, di quanto amore, di quanta venerazione facciamo omaggio alla tua virtù, alla tua bontà, alla tua memoria! Ora fra di noi non c’è più che la tua immagine; in questo giorno son cinque anni che tu ci hai abbandonati; ma noi ci stringiamo intorno a questa immagine tua, come ci stringevamo intorno a te, e ti preghiamo di amarci, di ispirarci, di guidarci per le vie del mondo... Sì, perchè tu, anch’io ne son certa, tu sei qui con noi, e come vegli sulle nostre esistenze, ora sorridi al nostro affetto e benedici alla nostra tenerezza.

Si coprì gli occhi col fazzoletto e pianse silenziosamente; tacite lagrime rigavano le guancie di tutti.

Ernesto Sangré si riscosse dopo un momento; fece un passo verso la contessa e disse con accento supplichevole:

— Madre nostra!... Colui che non è più, il capo della nostra famiglia, il padre, oggi stesso, cinque anni sono, ci benediceva morendo; ora ci ripeta Lei quella benedizione, o madre, se le sembra che la meritiamo; ci benedica e parrà ai figli suoi di udire dalla sua bocca le benedizioni del padre che abbiamo perduto.

— Oh sì, mamma, — esclamò Albina, piegandosi verso la contessa: — scenda su di noi, per le sue labbra, la benedizione del padre nostro!

— E possiamo, noi, — aggiunse Enrico, — venir sempre più degni di Lei e di Lui che certo veglia su noi dal cielo.

La madre tese le braccia verso i figli che vennero a inginocchiarsele ai fianchi: essa li abbracciò, poi mise le mani sul capo dei maschi e quindi sulle chiome di Albina.

— Sì, — disse, — vi benedico, e vi benedice vostro padre di lassù. Voi siete l’unico mio conforto nella vita, l’unica mia consolazione nel dolore. Iddio vi darà anni molti e felici, perchè onorate i vostri genitori, e io lo prego che vi conceda dei figli che sieno a voi quello che foste pel padre e per la madre vostra.

Poi li baciò un dopo l’altro lungamente sulla fronte.

Un quarto d’ora dopo, un discreto grattare all’uscio indicava che alcuno domandava permesso di entrare.