— Ci ho pensato tanto!... A chi altri avrei potuto rivolgermi?
— Ma io, come vuoi che?...
— Per mezzo di tuo marito...
— Certo il marchese non sarebbe menomamente impacciato a darmi questa somma dall’oggi al domani; ma con che pretesto posso io domandargliela?
— Ho creduto che foste in tali rapporti insieme da poter tu ottenere da lui questo piacere, anche senza dirgliene il motivo...
— Eh, mia cara, gli uomini sono più curiosi di quel che tu pensi... Mio marito, senza dar soverchia importanza al denaro, usa pure tenerne conto come di quel potente mezzo che è nel mondo: è difficile che si contenti di sborsare una somma sì vistosa senza saperne l’impiego...
— Potresti dire che è per una tua amica.... ed è la verità: non sono io anche tua affezionatissima amica?... la quale t’ha pregata, come faccio davvero, del più rigoroso segreto... Bada che non sarebbe che un imprestito di poco tempo.... Fra un mese al più tardi io sarò maritata, e allora sulla mia dote m’affretterò a restituire...
— Zitta lì... questo non è discorso che ci vada. Se posso fare il tuo desiderio, se trovo il modo di indurre Ernesto a darmi quel denaro ad occhi chiusi, tu non avrai a pensare alla restituzione che con tutto tuo comodo.
Albina prese di nuovo le mani della marchesa.
— Ma lo potrai? Lo troverai quel modo?