— Potrei fare così. Vado e cerco d’un facchino o d’un lustrascarpe che non mi conosca e non conosca neppure il cavalierino, e lo mando al palazzo a portarglielo.

— Bada che si tratta di carte importantissime e che mi piacerebbe vedessi tu stesso quando saranno consegnate nelle proprie mani di lui.

— La cosa si fa più difficile... Aspetti!... Si potrebbe appostare quel commissioniere vicino al palazzo del cavalier Giulio perchè lo aspettasse in quelle ore che egli è solito a tornare a casa: io guarderei quando egli s’accosta, lo additerei all’uomo, mi nasconderei in qualche porta per vedere se la commissione è fatta a dovere senza che il cavaliere mi potesse scorgere, e poi verrei subito da Lei a dirle com’è andata.

— Sì, così mi pare che sia il meglio. Va dunque subito, e ricordati bene che anima al mondo non ha da saper nulla di ciò.

Verso il mezzogiorno il marchese Respetti si presentava in casa del cavalier Giulio, e poichè questi si trovava in casa, n’era subito ricevuto. Nella camera del giovane una valigia mezzo riempita indicava delle intenzioni di prossimo viaggio.

Ernesto Respetti-Landeri prendeva alle braccia il cugino e tenendolo fermo innanzi a sè per guardarlo bene entro gli occhi e discendergli nell’anima, gli disse:

— Tu dunque vuoi fuggire? abbandonare la partita, andartene chi sa dove a goderti il tuo crepacuore, o a far chi sa che pazzia? E ciò senza consultarmi, senza dirmi niente, senza pensar nemmeno a chi ti ha pur mostrato di volerti bene, ed ebbe dal nostro zio presidente l’incarico di vegliare su di te?

— Caro Ernesto, — rispose Giulio con un aspetto che rivelava una gran confusione, — non voglio già partire... cioè sì, ma non per far pazzie come credi... Sì certo dapprima volevo andarmene fin laggiù in America... dov’è morto mio padre... ma poi ho cambiato idea... per adesso... Non voglio che andare a Genova... me lo ha consigliato l’altro Ernesto... Sangré... Vado da lui... Là poi vedrò quello che mi conviene di meglio... Dicono tutti che ci dev’essere la guerra; sarebbe una follia andare fin laggiù, mentre uno può farsi ammazzare qui pel suo paese.

Respetti scosse leggermente il giovane per le braccia, dicendogli con affettuoso rimprovero:

— Tu dunque non hai più nessun attaccamento alla vita fuori del tuo amore per Albina? E in questo hai perduta davvero ogni speranza?