Lo zio d'Antonio, al primo affacciarglisi di costui che non conosceva, fece una sosta e stette ascoltando stupito e incerto del come rispondere. Poi pensò che questo tale poteva benissimo informarlo al giusto delle condizioni del nipote; e che non sapendo affatto chi fosse a interrogarlo, era disposto senza dubbio a non falsare la verità. E come poteva mai immaginare che in quello speziale dalla faccia sorridente ci fosse alcuna animosità contro il pittore?

—La ringrazio, rispose adunque il droghiere: cerco appunto d'un tale che deve abitare qui presso, ma di cui non so il numero della porta.

—Ebbene, s'ella me ne dice il nome, io ci scommetto che so dargliene il giusto indirizzo.

—Gli è un pittore…

Agapito diede in un leggier trasalto.

—Ah, ah! interruppe. Vanardi, forse?

—Giusto. Lei lo conosce?

Lo speziale alzò le spalle, insaccò il capo, allungò il labbro inferiore e mandò una voce d'un'espressione poco lusinghiera pel povero Antonio.

—Euh!… Lo conosco pur troppo. Sta qui, in questa casa medesima, su fino al di sopra del tetto. Me lo vedo passare dinanzi ai vetri della bottega una diecina almeno di volte al giorno.

—Esce di frequente?