—In codesto ha ragione, quello scellerato: disse fra sè lo zio. I suoi ragazzi non ne possono nulla… I suoi ragazzi!.. E' son pur sangue mio… Poveri bimbi!

Per uno strano gioco di fantasia, rivide col pensiero il suo figlioccio quando ancora bambino egli stesso. Ricordò le mille piccole vicende di quel caro fanciullo ch'egli aveva preso ad amare come suo, e s'intenerì vieppiù. Tolse in un cassetto del suo scrittoio una buona manciata di monete, cambiò il berretto di seta nera col suo cappello a stajo, indossò il pastrano ed uscì di bottega, senza dire una parola ai garzoni, per alla dimora del nipote.

Ma il guaio era che il droghiere sapeva bene qual fosse la strada in cui Antonio abitava, e press'a poco a qual punto della medesima ne fosse la casa, ma non aveva mai saputo o non si ricordava più il numero della porta. Onde, giunto in quella via, rallentò il passo, parve non andar più che di mala voglia, e si diede a guardare alla scimunita di qua e di là, come se sulla facciata delle case dovesse scorgere un indizio che gli mostrasse l'abitazione del nipote.

Già nel tempo che aveva dovuto impiegare a giunger fin lì, quel suo primo impeto di pietà aveva dato giù un poco. S'era venuto via via rammentando il suo giuramento, non solo di non perdonare, ma di non voler nemmanco saper più nulla del colpevole, tutti i gran dispetti che Antonio gli aveva fatto provare, s'era detto che un uomo di carattere non deve lasciarsi avvolgere così facilmente da poche parole, le quali, chi sa ancora se fossero veritiere!

Al sopravvenire di questo dubbio, e' s'era fermato sui due piedi.

—È capace di tutto quel senza fede: aveva pensato. Può esser benissimo una lustra per bubbolarmi denari; ed io, sciocco, mi ci lascerei accalappiare?… Oh no, no. Voglio prima conoscere esattamente come stanno le cose. E se la è una trappola, mal per lui!

Così se ne veniva egli giù per la strada guardando da questa e da quella. Se la fortuna avesse voluto cessare di esser nemica al povero Antonio, l'avrebbe menato lì a quel punto, e messolo naso a naso collo zio. Ma no, essa voleva proprio vederlo alla disperazione, e, per giuocare all'infelice pittore il più brutto tiro Che potesse, trasse fuor della bottega e postò lì sul passaggio del droghiere quella buona lana di messer Agapito.

La giornata era bella, il tempo mite, la solita nebbia degl'inverni torinesi si lasciava lodevolmente desiderare, e un sole giallognolo mandava di sbieco un raggio fin sulla soglia della farmacia. Figuratevi se con un tempo simile il nostro signor speziale poteva starsene rinchiuso nella sua bottega! La graffiatura del suo naso era accuratamente coperta da un pezzetto di taffetà inglese incerottato; la voglia di ciarlare gli era tornata in corpo anche maggiore, e del doppio gli si era accresciuto il maligno talento di tagliare i panni altrui; venne fuori a respirare quelle aure tepidette e riscaldare il suo naso a quel fugace raggio di sole.

Non tardò a vedere lo zio d'Antonio, a lui perfettamente sconosciuto, il quale andava e veniva, come ho detto, col passo incerto di chi cerca una qualche cosa e non trova. Pensatevi se la curiosità di messer Agapito non doveva svegliarsi! Cominciò ad ammiccare a quell'incognito passeggero, e fargli certi cenni d'interesse e certi sorrisi di mezzo saluto, finchè vedendo che l'altro non gli badava punto, non si tenne più dal rivolgergli addirittura la parola.

—Signore, gli disse scendendo dallo scalino, e toccando per saluto la tesa del suo berretto; non vorrei essere indiscreto; ma mi pare che lei vada cercando per queste parti di qualche cosa… Io, se posso essere utile a qualcheduno, sono l'uomo più lieto del mondo… Che vuole? Son fatto così, io… Non potrei vedere un gatto negl'impacci senza andarlo a districare… Adunque, siccome questo quartiere io lo conosco poco su poco giù come la mia bottega, e so a qual ripiano di qual casa abiti questi o quegli, come so a qual ordine delle mie scansie vi è il tale o il tal altro barattolo, così se lei ha bisogno di qualcheduna di siffatte informazioni, io son qui a suo servizio, e non le accade che domandare.