—O diavolo! esclamò lo zio, un po' offeso contro lo speziale, ma irritato molto più contro il nipote.
—E con ciò egli ha delle pretese che a chiamarle impertinenti è dir poco.
—Davvero?
—Domanda dei prezzi impossibili… Guardi: io amo troppo il mio prossimo per non avvertirnela… E parlo per esperienza, sa!… vede questi due brutti figuri che fanno vergogna alla mia bottega e che un giorno o l'altro caccerò sul fuoco? E' non valgono quattro soldi l'uno, e quel birbone me li ha fatti pagare un occhio della testa.
—E lei, signore, ha pagato?
—Che cosa vuole?… È così insistente!… Un par mio non fa scandali, non si cimenta con di quella gente… Ho pagato.
—Sarà forse la necessità che lo spinge a domandar più che non valga il suo lavoro. Mi è stato detto ch'egli era nella massima miseria…
Lo speziale crollò le spalle e si mise a sogghignare.
—Miseria! miseria! La solita scusa di tutti codesti viziosi che amano spassarsela e non far niente.
—Ma egli ha pure moglie e figliuoli.