—Ah! lei è il signor Vanardi?
—Sì signore.
Ed Antonio s'affrettò a trar di tasca la lettera di Selva e porgerla a Pannini; ma in quella Borgetti guardò l'orologio e fece un atto che indicava la sua premura e la sua impazienza.
—Abbia la gentilezza di aspettare ancora un momento, disse Gustavo ad Antonio. Questo signore ha da parlarmi di cose premurose che non ammettono indugio.
E senza attender altro soggiunse parlando all'agente di cambio:
—Vieni di qua Borgetti.
Passò nello studiolo con quest'ultimo: e Vanardi, rassegnandosi alla pazienza, tornò a sedersi presso il fuoco.
Tra il marito di Lisa e l'agente di cambio aveva luogo il seguente dialogo:
—Ebbene? aveva ripreso Gustavo; che hai tu fatto?
—Secondo il tuo desiderio ho comperato di nuovo per fine mese.