Borgetti prima di rispondere, per farlo avvertito che non eran soli, gli additò con un cenno di capo Antonio che tormentava il suo cappellaccio con aria tra d'imbarazzo e tra di cattivo umore.

Gustavo non potè trattenere un atto di contrarietà e si volse al pittore con una certa impazienza, che appena era coperta da un poco di urbanità:

—Lei cerca di me?

—Sì signore, se ella è il signor Pannini.

—Lo sono appunto.

Pannini diede una più attenta guardata alla persona ed agli abiti di chi gli stava innanzi e non parve che codesta vista gli ispirasse molta fiducia.

—Che cosa mi vuole? soggiunse asciuttamente, come per far capire che gli avrebbe fatto piacere sbrigandosi in fretta.

Cotale accoglimento sconcertò un poco il nostro povero pittore.

—Ero venuto per… Credo che le abbiano già parlato di me… Il suo signor suocero, il mio amico Giovanni… Giovanni Selva, lo conosce bene anche lei?… Ed ho qui anzi una lettera per vossignoria.

Il contegno di Gustavo si fece più gentile e benigno.