—Ne sono sicuro. Mi vuol molto bene; sta per darmi il posto di Padule; a lui lo anticiparmi una cinquantina di mila lire gli è come niente; va là ch'egli non mi lascierà negli imbrogli.
—Tanto meglio. Dunque comprerò ancora?
—Sì, almeno altre diecimila di rendita.
—Va bene. Addio! Corro alla piccola borsa. A rivederci domattina.
L'agente di cambio uscì frettoloso, e Gustavo, rimasto solo nello studiolo, si affondò nelle sue meditazioni, o per meglio dire nelle sue allucinazioni delle chimere che perseguiva colla mente eccitata, sognando già d'essere ricco e di sedere frammezzo ai potenti del giorno alla mensa dei diletti sociali.
Il rialzo di tanto gli avrebbe dato tanto di guadagno; quanto maggiore sarebbe stato quello, tanto più considerevole questo. Esso avrebbe potuto spingersi fino alle sessanta, alle settanta mila lire. Ciò non avrebbe ancora bastato: ma con questo capitale ch'egli avrebbe messo nella banca e col posto di Padule che gli avrebbe dato occasione di farlo meravigliosamente fruttare e gli avrebbe procurati mille altri vistosi proventi, egli poteva dirsi giunto alla conquista della ricchezza. Quanti castelli in aria non faceva di botto il suo povero cervellino eccitato!… E intanto dimenticava compiutamente che nel salotto vicino stava aspettando da due ore per parlargli l'individuo raccomandatogli dal suocero e dalla moglie.
Antonio da parte sua, visto Borgetti uscire dallo studiolo, aveva creduto che o Pannini venisse tosto a dargli udienza, o lo facesse entrare a sua volta nel gabinetto; ma nulla avvenne di codesto; onde, lasciato passare forse un quarto d'ora, l'impazienza gli diede coraggio di aprir pian piano l'uscio socchiuso dello studiolo e gettarvi dentro uno sguardo.
Pannini passeggiava in su e in giù con le braccia incrociate al petto, il capo chino, sorridendo alle liete fantasie che gli danzavano nella mente. A quel lieve rumore che fece l'uscio aprendosi, pur tuttavia si volse, richiamato a sè stesso, vide Vanardi e di subito gli increbbe d'averlo così dimenticato.
—Ah, mi scusi, diss'egli andandogli incontro. Ho qualche cosa per la testa che mi occupa di molto, e raccoglievo, come si suol dire, i pensieri a capitolo… S'avanzi, la prego, ed eccomi tutto per lei.
La gentilezza, la buona grazia e le maniere garbate di quel giovane veramente simpatico, fecero il loro solito eccellente effetto anche sull'animo del pittore; il quale senz'altro ebbe scancellato e dimenticato tutto quel po' d'irritazione che aveva il momento prima per sì lungo attendere.