Ma se per Giovanni v'era l'impedimento dei suoi affari a restar fuori un giorno intero, il buon Antonio, che non aveva codesto, e l'avrebbe voluto avere, si trovava impacciato da un altro ben più grave e più assoluto che è facile ad indovinarsi; il manco di denari. Essere del tutto a carico dell'amico gli rincresceva troppo, avendo da lui avuto sì generosi soccorsi, e parendogli che Selva facesse assai più di quanto gli toccava a metterci la sua parte in quel viaggio, egli che non aveva vista neppur mai la persona di cui trattavasi e che non aveva con lei altra attinenza fuori della compassione d'un cuor generoso per una soverchia ed immeritata sventura. Onde, sollecitato da questo bisogno che si aggiungeva agli altri della famiglia, Vanardi umiliò anche una volta la sua dignità innanzi alla necessità e si risolvette di andare per soccorsi dalla marchesa di Campidoro cotanto in fama di generosa.

Ah! ben gli sapeva d'amaro questo nuovo sacrifizio, e, per quanto rammollito e ricurvo dalla sventura, il suo animo aveva fieramente riluttato un bel pezzo; ma poi aveva fatto come il malato che ha da tracannare una disgustosissima bevanda, il quale chiude gli occhi e la caccia giù; e il mattino del lunedì si presentava vergognoso e raumiliato nell'anticamera della signora marchesa.

Dei supplicanti al par di Antonio ve n'era già un buon numero. Per essere intromessi al cospetto della vecchia signora occorreva o venirci con una commendatizia del parroco, oppure del presidente della congregazione di Santa Filomena, che era il signor Marone, oppure del filantropo cavalier Salicotto, od anche del dottor Lombrichi, o in difetto di alcuna di queste tornar accetti al signor Grisostomo. Antonio non aveva il primo requisito, ed era molto da temersi non avesse neanche il secondo.

Quand'ebbe detto al domestico che lo interrogava, nome, cognome e condizione, egli sedette in un canto e rimase ad attendere con tutta la paziente rassegnazione che nella sua corta carriera di supplicante aveva pur già dovuto imparare.

Ed aspettò tanto, che la mattinata omai era oltre e l'anticamera a poco a poco si era vuotata, senza che egli, rimastoci ultimo, fosse pur mai introdotto.

Antonio voleva appunto rivolgersi di nuovo al domestico, cui vide accostarsi a quella stanza, quando il servo stesso lo prevenne, e andandogli incontro, mezzo brusco, gli disse:

—Che cosa fate ancora voi lì?

—Aspetto sempre per parlare alla signora marchesa.

—Adesso è tardi, buon uomo; la non riceve più. Potete andarvene.

Primo pensiero del pittore fu di scappare di trotto; ma la ragione lo soprattenne.