—Che è? che è? domandarono i garzoni venendo fuori.
—Il pittore Vanardi s'è ucciso.
Oh! Ah! esclamazioni da non dirsi.
La portinaia usciva in quella dalla casa.
—Ucciso chi? domandò ella accorrendo.
Poichè le fu risposto ella gridò e schiamazzò per cinquanta. Bastiano suo figlio, venuto fuori anche lui ed udita la novella, corse a propalarla nelle botteghe vicine: tutti accorrevano al fondaco dello speziale.
—Il pittore! Ucciso? Possibile! Come? Quando? Perchè? Povero diavolo!
Povera moglie! Poveri bambini!
In un momento la strada fu tutta sossopra e già a piovere interrogazioni e commenti intorno a Giovanni, che ottenuto poscia un po' di silenzio ebbe campo finalmente ad esporre il fatto.
Narrò come la mattina precedente avesse ricevuto una lettera dall'amico in cui questi diceva, che disperato aveva risoluto finirla con un gran colpo e torsi alla sua miseria ed alla vista di quella de' suoi: gli raccomandava pertanto la sua famiglia nell'atto che gli mandava quell'ultimo addio. Selva, datosi premura di cercare di Antonio sparito di casa, non aveva potuto raccogliere altra notizia fuor quella che il misero era stato visto gironzare sulla sponda del Po.
—Vi si è buttato: interruppe a questo punto Agapito; la cosa è chiara. Precisamente come quell'altro di cui parlava il giornale quindici giorni sono… Anzi, mi ricordo che son io che glie ne ho dato da leggere la pietosa novella, la quale gli fece tanta impressione che volle gli lasciassi quel foglio… che poi non mi ha più restituito.