—Bravissima! disse Agapito leziosamente, e così ci ha procurato il bene di vederla…

—Un gradito favore che ci ha fatto: soggiunse il signor Giannello, facendo sempre più l'occhiolino.

—Oh sì, un vero favore! ripetè il signor Martino di dietro il banco, versando in un'ampollina la mistura che aveva finito di preparare.

Carlotta fece con civetteria una piccola riverenza a messer Agapito, e divise un sorrisetto fra i due garzoni; poi fissò su Vanardi, che stava là piantato, uno sguardo attonito, che pareva dire: «E costui è egli muto o sordo, o vien egli dal mondo della luna, che non ha parole fatte?»

—Vuol dire che quel calmante ha giovato alla signora marchesa? domandò lo speziale.

Carlotta crollò lo spalle,

—Giovato! Crede lei che la signora sia veramente ammalata? Da ciò in fuori che le gambe non la reggono molto più che se fossero di cenci, ella sta meglio di me e di lei e di quanti siamo. È Grisostomo che le ha ficcato questa fisima in capo, appunto per aversela anche più maneggevole ad ogni sua voglia, d'accordo col medico, il quale ne tira il suo gran profitto. E ne l'hanno persuasa così bene, che adesso non ci sarebbe miglior modo da mandar la signora in una maledetta collera che di mostrare un solo dubbio sulla realtà dei suoi mali… E sì che anche senza di questo ticchio la sarebbe già abbastanza fastidievole di per sè: chè io non ho mai conosciuto una donna più irritabile, più difficile da contentare, più esigente, più maligna… tale e quale come quella sua insopportabile cagnetta… Del resto poi una buonissima creatura… Ed è da perdonarsi, perchè la testa non c'è più del tutto a segno, e il più delle volte la non sa quel che si faccia.

—Nel quartiere, disse Martino che s'accostava tenendo in mano l'ampollina con dentrovi il farmaco, si parla molto della fiorita carità ch'ella fa a tutti i poveri che le si raccomandano.

—Sicuro! chiunque ricorre a lei può averne soccorso, purchè abbia la protezione del parroco o del signor Marone, del cavalier Salicotto o del dottore… e purchè piaccia a Grisostomo. Bisogna poi ancora capitare a parlarle in un momento che la sia di buonumore… Guai, per esempio, se fosse in un giorno in cui quella brutta e cattiva Mimì stesse poco bene!… Allora non c'è da aver speranza… Ma lei, signor Martino, ha già preparata l'ampollina. Dia qui, e vado tosto a farne bere un cucchiaio alla padrona.

—Se non vuole incomodarsi a portarla lei, disse Agapito, io gliela manderò, ed all'istante, pel servitore.