—La signora Lisa viene sovente a trovar la madrina, ma non sempre il nostro turco… (è un nomignolo che abbiamo accollato a Grisostomo… sono io che gliel'ho dato: perchè una volta che sono andata al teatro che si cantava l'Italiana in Algeri c'era un brutto muso di turco con tanto di barba, che rassomigliava tutto tutto a lui…) non sempre e' gliela lascia vedere. Perchè nessuno, nessuno al mondo, può arrivare sino alla marchesa se il turco non ha data la sua licenza. E l'ho sentita io la signora marchesa dire alcune volte con rincrescimento: «È molto tempo che Lisa non è più venuta a trovarmi.» E quel birbaccio risponderle: «Già, adesso è maritata; le nuove affezioni le hanno fatto dimenticare le antiche…» Oh! cose da mordersi la lingua per non parlare e confonderlo. Ma sì, basterebbe una sola parola che non gli piacesse per farci dare il benservito. E così è riuscita a levargliela quasi del tutto dal cuore, e la signora marchesa non ha oramai più altra affezione che quella per la sua cagnetta, quella vecchia schifosa mimì, che io vorrei veder gettata nel pozzo nero… Ed a quella buona signora Lisa, quando viene, Grisostomo le dice che la madrina dorme, o che la non è d'umore da ricevere, o che il medico ha proibito di lasciarla parlare a chicchessia… Ah! eccone un altro che ci mangia dei bei denari e sa benissimo il suo tornaconto: il medico… A proposito, io ciarlo, ciarlo, e non ho ancora detto il motivo per cui son venuta. Il dottore ha ordinato si ripetesse l'ultima bibita calmante da prendersi a cucchiai.
Lo speziale si volse tosto ad uno de' garzoni.
—Martino, avete inteso, e preparatela subito subito: la ricetta è là nella filza colle altre, e ci è scritto in alto il nome della marchesa di Campidoro.
Martino fu sollecito ad obbedire.
Carlotta ripigliava:
—Veramente non toccherebbe a me il venire a far questa commissione. Ci sono due domestici e sarebbe affar loro: ma io non ho di queste superbie… E poi era un pretesto per uscire un poco a prender aria: che in quella casa non c'è mai un momento di libertà. E il turco per l'appunto pare che tenga schiava me più che gli altri, come se ne fosse geloso.
—Eh! lo sarà, oh! lo sarà: disse lo speziale con molta galanteria.
—Lo sarà certo: aggiunse Giannello rotando gli occhi come se avesse turbo di stomaco.
—E n'ha ben d'onde! esclamò anche Martino dal banco, dove mesceva e rimestava i farmachi per la pozione.
—E dunque, appena ho udito il dottor Lombrichi dire alla marchesa con quel suo tono magistrale da sputabottoni; «Bisogna che prima di questa sera ella pigli ancora due cucchiai di quella medicina:» ho subito sclamato: «Sì signore, corro tosto io stessa alla spezieria a prenderla;» e senza attender altro son venuta di trotto.