—Benissimo! esclamò Giannello.
—Oh lei è una giovane ammodo: osservò Martino.
—E badino bene a quel che dico loro, e si troverà ch'io non l'avrò sbagliata d'un ette: quel volpone di Grisostomo sarà quello che mangerà la miglior parte dell'eredità della signora marchesa.
—Lo credo: disse Agapito. Il mariuolo ha i denti da ciò. Ah, ah, ah!
—C'è la figlioccia della marchesa… una cara personcina, la figliuola del signor Biale, sa bene? quella che ha sposato il signor Pannini, quel bel giovane che è segretario, o che so io presso il cavaliere Bancone, un banchiere che è ricco a milioni.
—Lo conosco, disse lo speziale; è uno dei primi e dei più birbi fra i nostri trafficanti di borsa.
—Ebbene, la signora Lisa—madama Pannini si chiama Lisa—era un tempo amatissima dalla marchesa, e la famiglia dei Campidoro ha non so quale obbligazione verso i Biale: era cosa quasi certa che a costoro la marchesa avrebbe lasciato una bella fortuna; ma ora io scommetterei che Grisostomo li fa stare a becco asciutto.
—Possibile! esclamò Giannello giungendo le mani e lanciando a
Carlotta un'occhiata assassina.
—Che mutria! disse Martino fulminando la giovane d'un'occhiata simile a quella del suo compagno.
—Allora si può chiamare altresì cacciatore d'eredità, disse lo speziale; e rise grossamente secondo il solito.