—C'è il presidente della Congregazione di santa Filomena, il signor
Marone…

—Il nostro garbato padron di casa, disse Agapito ammiccando ad
Antonio.

—Questi è in lega col curato; dall'altra parte c'è il cavalier Salicotto d'accordo, mi pare, col medico, il dottor Lombrichi….. e in mezzo a tutti costoro più furbo di tutti e giovandosi di tutti, quel birbaccione di Grisostomo.

—Il cacciatore? dimandò Giannello.

—Quell'omaccio dalla barba nera che fa paura? disse Martino.

—Proprio lui… Ah! chi desidera stare in quella casa deve mettersi nelle grazie di quel brigante…

—Ah! ah! è un cacciatore che fa cacciare chi vuole… Oh, oh, oh!

—Ma io non sono di quell'umore, continuava Carlotta. Eh sì ch'egli non dimanderebbe di meglio che farmi la sua favorita: brutta barbaccia, va!

—Per lei ci vogliono altre barbe che quelle.

—A me non mi importa niente di lasciar lì quella casa dall'oggi al domani. Non sono imbarazzata punto punto a trovarmi un ricapito, io; e se per poco mi si tormenta, affè li pianto!