—Ah, che cara personcina! esclamò il signor Giannello, levando lo sguardo al soffitto.

—Che fior di roba! sospirò il signor Martino giungendo le mani al petto.

—Signor Agapito: saltò su allora Vanardi; se non le rincresce, ripiglieremo il discorso che ci ha interrotto la venuta di quella giovane.

—Ah sì, ben volentieri. Ella mi diceva…

—Io voleva parlarle di quei due dipinti che ho avuto l'onore di fare per lei.

—Ah, ah! Ippocrate e Galeno?

—Giusto.

—Sono là che meditano all'aria con tutta la desiderevole gravità.

—Un artista di raro acconsente a fare di questi lavori…. Ed io se l'ho fatto…. Poichè in fine in fine, quella non è che una specie d'insegna….

—Eh! quest'insegna insegnerà al pubblico il suo merito insigne….
Ah, ah! non è cattivo il bisticcio; ah, ah, ah!