Questa era l'appellativo più gentile con cui egli fosse solito chiamare la povera nipote.

La ragazza era in cucina a preparare il pranzo, ed accorse lesta, tutta rossa in viso dal fuoco dei fornelli. Certo che non aveva in sè nulla di bello nè di distinto: era una villanella qualunque, non della letteratura arcadica nè dell'arte pastorale dei quadri al di sopra delle porte, secondo lo stile di Watteau, ma della realtà che si trova nelle nostre montagne: una ragazza tozza, forte, che aveva però un'aria di molta bontà e d'infinita rassegnazione. Vestiva una misera ciopperella di povera stoffa, logora e mal fatta, la quale non aveva che un pregio: la pulitezza. Stette innanzi allo zio, impacciata e timorosa, come chi s'aspetta ad ogni occasione i rimbrotti e le male parole.

—Qui c'è puzza di bruciaticcio: incominciò Agapito in tono burbero e minaccioso; me ne hai fatta qualcheduna in cucina, scimunita che sei. Già, secondo il tuo solito, chè altro che malestri non mi sai fare. Possibile che non ne indovini una, brutto mascherone!… Mi mangia il pane a tradimento questa sciagurata.

Anna chinò il capo e non disse una parola. Ma stata lì un poco senza muoversi e senza fiatare, Agapito la riscosse con uno spintone.

—Ebbene, marmottaccia, chè stai lì piantata come un cavolo? Non t'ho mica chiamata per bearmi nella contemplazione del tuo grifo.

La ragazza, colle lagrime in pelle in pelle, si fe' forza e domandò colla voce più ferma che potè:

—Che cosa mi comanda, signor zio?

—Uh! La s'è sveglia finalmente!… Portami il mio soprabito di panno verdescuro, e dagli una buona spazzolata, e va in cucina a moderare un po' il fuoco del fornello, chè tu mi consumi giorno per giorno più di carbone di quel che tu vali… E fa presto, ch'io non voglio indugiarmi qui a tua cagione.

La nipote corse lesta ad obbedire. Messer Agapito si fece innanzi a uno specchietto che pendeva all'intelaiatura de' cristalli della finestra ad aggiustarvisi con miglior garbo la pezzuola da collo.

—E così? gridò egli dopo un momento. Anna, marmottona, vieni o non vieni? Mi vuoi proprio far perdere la pazienza?