«Fece un lieve cenno del capo per indicare che il colloquio aveva da esser finito, e Biale uscì di là col tormento maggiore e la rabbia repressa che uomo possa soffrir mai.

«—Anche il colonnello mi disprezza!…. pensava egli. Oh! non ho io ripagato abbastanza il debito di mio padre?

«La notizia che Biale aveva domandata la dimissione corse sollecita per tutto il reggimento: si rise alle sue spalle e si dissero di lui le più schernevoli parole del mondo.

«Alla prima riunione degli ufficiali che ebbe luogo di poi, Carlo presentandosi ebbe un accoglimento ancora più insultante ed offensivo di prima. Ogni sguardo egli se lo sentiva addosso oltraggioso come una ceffata: una voce chiara e spiccata disse forte:

«—Eccolo qua il codardo.

«Carlo camminò con passo risoluto verso colui che aveva pronunciate cotali parole: era egli uno dei più arditi e battaglieri uffiziali dell'esercito. Tutti i presenti si volsero a prestar attenzione a ciò che stava per succedere.

«—È egli a me, domandò Biale con voce fremente ma contenuta, ch'ella ha dato del codardo?

«Quell'altro lo guardò dall'alto al basso con supremo disprezzo.

«—A lei: rispose villanamente.

«Carlo non fu più padrone di sè: gli era da parecchi giorni che soffriva cotanto, e la sua anima inasprita non ne poteva più, e il suo sangue agitato dalla febbre gli bolliva irrefrenabilmente. Alzò la mano ed un solenne schiaffo risuonò sulla guancia dell'ufficiale che aveva detta quella parola: codardo.