«Dorotea mise le mani in sui fianchi nell'attitudine battagliera d'una treccona che si appresta a mandare ed a ricevere una bordata di ingiurie nella lotta con una sua compagna.

«— Abuso? Gridò essa con voce più sonora che mai. Le mie impertinenze? Ella tollera?... Un corno! Oh! non mi guardi pure di cattiv'occhio che a me la sa che non mi fa paura... Nè lei ned altri musi più brutti del suo. E le mie buone verità glie le ho sempre dette e voglio continuare a dirgliele.... Ah! Ed a me di questo cazzatello me ne importa tanto quanto delle prime scarpette che ho frustato, va benissimo; ed ella poteva far benissimo senza d'una nuova bocca da alimentare, e se avesse dato retta a me non si sarebbe caricato d'un impiastrino che non so a qual cosa le possa servire. Ma poichè le è piaciuto far di sua testa e condursi in casa questo tristanzuolo, io le dico che bisogna almanco trattarlo come un cristianello e non farlo morire a pizzichi ed a piccol fuoco.

«La fiamma di sdegno balenò più intensa e più viva negli occhietti di messer Nariccia, ed io credetti vicino il momento in cui fra quei due avvenisse un aspro battibecco; invece di botto quel lampo nel padrone passò, gli occhi suoi ed anche il volto si chinarono verso terra, le mani si congiunsero e le labbra mormorarono col solito tuono di giaculatoria:

«— Sant'Antonio, mio protettore, datemi voi pazienza, e che io possa sopportar tutto di buon animo, in espiazione de' miei peccati.

«— Sì, bravo, continuava più fiera la fante, intanto la espiazione de' suoi peccati la fa sostenere agli altri.

«E rivolgendosi a me, con aspetto ed accento così grazioso come un cane che voglia mordere:

«— E voi, povero martuffino che siete, non lasciate sgomentarvi così e fatevi un po' più di animo. Mangiate, sostentatevi, mettete un po' di carne addosso; non vedete che non avete altro che un po' di pelle tirata su quattro ossa mal giunte insieme?.... To', prendete, nutritevi, e non date retta più alle malignità di questo pilastro d'acquasantino.

«Nel dir così aveva afferrato il piatto di mezzo al desco e mi aveva fatto cadere nel tondo che avevo dinanzi una enorme porzione della pietanza.

«Nariccia si drizzò in piedi, levò gli occhi al soffitto, torse il collo, mandò un sospiro e poi a schiena curva, con quei suoi passi riguardosi che non facevan rumore, uscì dalla stanza senza più aggiunger nemmanco una parola.

«— Oh oh! Sì ch'io so tenergli il bacino alla barba: esclamò con tono di trionfo Dorotea colle mani nuovamente in su' fianchi guardando dietro al padrone che partiva.