L'oste si mise a tossir forte, e di sotto alla tavola diede una gran pestata ad un piede di Marcaccio.
Questi ruppe in una sconcia bestemmia:
— Guarda che fai, oste della malora; mi storpii un piede.
— Al marchese!... Un colpo! Balbettava Andrea. Di bei giallognoli in tasca!.. E pane pei miei figliuoli...
— Sicuro!... Pane ed anche companatico... purchè tu voglia.
— No, no, non voglio... Al marchese... Mio benefattore!
— Uh! l'imbecille! susurrava Marcaccio fra i denti, guardando di traverso Andrea.
— Uh! l'imprudente! mormorava Pelone guardando con dispetto insieme e compassione Marcaccio.
— Bene: riprendeva quest'ultimo. Il tuo marchese lasciamolo Stare; ma c'è un altro riccone di nostra conoscenza che credo non vorrai difendere: il sig. Nariccia, il tuo padron di casa.
A quel nome tutto s'annuvolò l'aspetto di Andrea.