La comparsa di questo giovane in mezzo a quei miserabili, fu come quella d'un'autorità senza contrasto riconosciuta. Tutti gli fecero largo perchè potesse giungere al luogo del tafferuglio, e Marcaccio medesimo voltosi di scatto alla voce del giovane, s'indietrò alquanto e credette necessario di spiegargli le ragioni del suo procedere.

— Ecco.... Le dico subito, signor medichino.... Che scusi!... Ma gli è questo furfante qui che è una spia, e volevo io allungargli un momento le orecchie a modo mio.

La fronte del medichino si corrugò tremendamente, e le sue pupille mandarono veri sprazzi di fiamma.

— Una spia! Esclamò egli avanzandosi minaccioso verso lo sconosciuto, il quale pareva sul punto di svenire dallo spavento.... Una spia qui?... Per la Madonna!

Quando si trovò in faccia a quel giovane pallido, tremante, annichilito, l'espressione del suo volto cangiò di subito per far luogo, ad una superba quasi disdegnosa compassione. La ruga in mezzo alle sue sopracciglia sparì; egli incrociò le braccia al petto, abbozzò colle labbra un sorriso e disse col tono d'un superiore che parla ad un suo dipendente:

— Che? Sei tu Maurilio?

Il giovane salutato con questo nome sollevò timidamente gli occhi ancora smarriti, in volto a chi gli parlava, e rispose con voce tuttavia tremante:

— Son io, Gian-Luigi.

Questi allora si volse alla frotta dei cenciosi che facevano cerchia dietro di lui e disse loro con accento di comando:

— Andate a' vostri posti. Quell'animale di Marcaccio ha preso Sant'Antonio per un tedesco.