— Tu non lo sapevi? Domandò Barnaba colla ironia di prima.
— Sì..... oh sì..... L'ho udito a contare..... Tutt'oggi non si è parlato d'altro che di questo furto a quel ricco banchiere.
— Il commissario, soggiunse Barnaba abbassando ancora la voce, pretende che tu non l'hai saputo solamente dopo.... ma lo sapevi prima.
— Io? Esclamò Pelone elevando le braccia e gli occhi al cielo. Dio buono! Si può egli pensare una cosa simile?
— Che tu, continuava Barnaba, conosci gli autori di questo «bel colpo» come tu lo chiami....
— Io ho detto così... così per dire... ma voglio che il corno del diavolo mi colga se...
— Che, inoltre, questo «bel colpo» è stato combinato nella tua osteria, qui stesso, in questa camera, forse a questo medesimo desco a cui siamo seduti tu ed io.
Mastro Pelone mandò un oh d'indignazione che si convertì in uno sbruffo di tosse.
— Il signor commissario mi fa torto, diss'egli poi, un gran torto, un grandissimo torto. A quest'ora dovrebbe già conoscermi, e dopo i servigi che gli ho resi, e che non domando meglio che di rendergli ancora...
— Gli è appunto perchè ti conosce che la pensa di questo modo sul conto tuo.