— Bada sopratutto, per qualunque cosa ti possa dire ser Barnaba, a non lasciarti sfuggir di bocca parola intorno al medichino.

Meo divenne rosso più che un tacchino in bizza, e i suoi occhi di cristallo rotearono come usano quelli delle figure di cera dei gabinetti meccanici.

— Ah! Il medichino, rispos'egli a denti stretti; oh sì il medichino..... Potessi vederlo impiccato quel cicisbeo della malora!

Queste parole avevano dato l'aire alla collera ed alle ciancie della Maddalena.

Allorchè mastro Pelone sopraggiunse, perchè non trovando nello stanzone di sopra nè la fante ne il garzone, era disceso nella canova; allorchè egli sopraggiunse, la ragazza diceva sfavillante d'ira gli occhi:

— Tu non parlerai, o guai a te!

— Parlerò: rispondeva coi denti serrati e colla sua aria e col suo accento da testardo, il giovane tenendo sempre fra le mani il piatto e la bottiglia.

— Che cosa è questo? Esclamò Pelone pigliando dal suo sdegno tanta forza da poter parlare ad alta voce e con accento concitato. Figlioli di male femmine che state qui a perdere il tempo a bisticciarvi invece di servir gli avventori!.... Non so chi mi tenga dal misurarvi un calcio dove so io... che il fistolo v'accoppi.

Maddalena che mostrava chiaro non esser per nulla intimorita alle parolaccie del padrone, si volse vivacemente a quest'esso e gli disse in tutta fretta:

— Questo martuffo di Meo vuol dire al signor Barnaba che il medichino era qui adess'adesso.