— Biricchino! Gridava la nonna frattanto. È l'ora di tornarne questa qui? Le nove sono già ribattute alla campana della città.

Maurilio fece un passo innanzi; la vecchia lo udì, si volse, lo vide e lasciò il fanciullo che andò a finire il suo lamento e il suo pianto presso al misero focolare, dove s'accoccolò quasi sopra le braci mezzo spente.

La vecchia e Maurilio si guardarono l'un l'altra, come avviene fra due che si trovano a fronte e non si sono mai visti.

Di quella poteva dirsi col Boccaccio «una vecchia che pareva pur santa Verdiana che dà beccare alle serpi,» tanto la era strema, vizza, sporca, brutta e scontrosa. L'occhio avea rimesso e maligno, la bocca asciutta, tirata e sottile, il naso adunco, il mento aguzzo e volgente all'insù con sopravi radi ma lunghi peli di barba grigia: un aspetto di tristo e d'abbietto, di maltalento temperato dall'impotenza.

Maurilio provò un senso di profonda ripugnanza, quasi di malessere innanzi a quella figura. E' non si scoprì la faccia e stette lì, com'era per istrada, col cappello fin sugli occhi e il mantello fin sopra la bocca.

— Chi è Lei? Domandò la vecchia colla sua voce squarrata. Gli è di me che cerca? Che cosa vuole?

L'uomo si appoggiò ad un desco zoppo che stava contro al muro presso l'entrata, e rispose:

— Son venuto a portarvi dieci soldi, perchè non vogliate battere quel vostro bimbo là.

La vecchia volse un suo sguardo invelenito sul fanciullo, il quale s'interrompeva dal piangere di quando in quando, per soffiare a pieni polmoni sulle braci, a cui cercava scaldare le sue mani intirizzite e gonfie dai geloni.

— Che cosa gli ha contato quel bugiardello di Gognino? Che sì che gli mostro io!