— Dove si trovano? Domandò egli fissando il volto del signor Benda.
— Nel salotto con mia moglie: rispose questi.
— Bene: riprese il poliziotto; noi comincieremo la perquisizione dal luogo più importante, dalla camera di suo figlio, ed Ella avrà la compiacenza di venir con me. In questo frattempo tutte le persone onde si compongono la sua famiglia e la servitù si raccoglieranno nel salotto in cui già si trovano la signora Benda e quei due signori, e nessuno se ne muoverà che dietro mio ordine.
Si volse ai carabinieri, e designandoli gli uni dopo gli altri, soggiunse:
— Voi due starete a guardia del salotto; voi due verrete meco.
Fu fatto a seconda ch'egli aveva detto; e senza altro ritardo Barnaba, il sig. Giacomo e i due carabinieri a ciò prescelti n'andarono nella camera di Francesco senza passar punto pel salotto.
Selva, troppo persuaso che non c'era affatto tempo da indugiarsi, aveva in tutta fretta arraffato e libri e carte pericolosi, dove sapeva che si trovavano, e senza darsi cura di chiudere cassettini e tiratoi erasi partito di corsa. Barnaba, appena entrato, vide i mobili aperti e le carte disordinate sopra il piano della scrivania. Andò vivamente a guardare in que' cassettini, fece scorrere sotto il suo sguardo linceo le carte abbandonate, tutte della più innocente indifferenza, e fu chiaro di tutto.
— Ah ah! Diss'egli volgendosi al padre di Francesco. Qualcheduno è venuto a toglier via il corpo del delitto, e probabilmente questo qualcheduno avrà cercato di salvarsi con esso.
In quel momento veniva frettoloso a cercar di Barnaba uno dei carabinieri che erano stati incaricati di custodire la famiglia e la servitù del signor Giacomo.
— Signore: disse il carabiniere; della famiglia non si trova in casa la signorina.