Ma Giovanni, oltre l'altezza della neve, aveva un altro impaccio al correre, ed era quello dei libri di cui teneva parte nelle tasche, e parte sotto il braccio. Non tardò egli ad accorgersi che uno di quegli sgherri, più lesto ed aitante, stava per venirgli a tagliare il passo nella direzione che aveva presa; pensò sfuggirgli con una svolta, e girando a sinistra cambiò direzione con una diagonale. Vide allora che due altri birri travestiti, chiamati dalle grida dei primi, accorrevano sulle sue traccie di modo da serrarlo per quattro lati: e capì che il salvarsene sarebbe stato un miracolo.

Barnaba era troppo esperto nel suo mestiere per non aver proceduto nella sua missione con tutte le possibili cautele. Mentre egli con quattro carabinieri si disponeva a presentarsi all'entrata principale della casa e degli opifici del Benda, avuti a sè una mezza dozzina di quelle guardie di polizia che allora il popolo chiamava gli arcieri, ordinava loro che, appostandosi acconciamente sì da poter gli uni venire all'uopo in aiuto degli altri, sorvegliassero con cura tutte le uscite dello stabilimento.

Giovanni Selva, mentre i quattro arcieri già già gli erano sopra, vide ancora gli altri due che scantonavano di dietro l'edifizio dell'officina. Si fermò ansante, perduta ogni speranza; e nel capo, in cui il sangue tumultuosamente saliva a turbargli il cervello, si sforzò ad evocare un'idea di quello che fosse da farsi. Glie ne nacque una ad un tratto: distrurre quella carta che teneva ancora in mano. Avesse egli pensato di subito a lacerarla in minutissimi pezzi e gettarla sparsa per la neve del campo! Volle eseguire allora quel proposito; ma non era più a tempo. La mano pesante d'uno degli arcieri si posò sulla sua spalla, e in un attimo Giovanni si vide circondato dai brutti musi di tutti sei quegli sgherri. Egli spiegazzò colle mani i due fogli ond'era composto lo scritto di Mario, e fattane una pallottola, convulsamente la serrò e tenne chiusa nel pugno della mano destra.

— Alto là! Gridò quello degli arcieri che aveva afferrato Giovanni ad una spalla. Lei non ci scappa più.

E due altri dei birri lo presero al petto del soprabito.

— Che modo gli è questo? Disse il giovane divincolandosi per liberarsi dalla presa di quelle manaccie. Chi siete? Che mi volete voi?

Quegli che pareva il capo di quella schiera, rispose:

— Siamo agenti della Sicurezza Pubblica, e vogliamo arrestarla.

— Arrestarmi! Con qual diritto? Per qual ragione?

— Qual diritto? Quello che ci dà la nostra qualità e gli ordini che abbiamo ricevuti. La ragione? Eh forse ne saprà qualche cosa più di noi Lei che ci scappava con tanta premura. Orsù; non facciamo ciarle e venga con noi.