Nel divincolarsi erano caduti per terra i libri che Giovanni teneva sotto il braccio; uno degli arcieri li raccolse. Quelli che avevano afferrato Selva pei panni cominciavano a trascinarlo per farlo camminare.
— Dove mi conducete? Domandò il giovane resistendo.
— Lo vedrà: rispose villanamente il capo degli arcieri. Avanti, animo, marche!
E tenuto così, come un assassino, in mezzo ai sei birri, fu egli tratto alla casa dei Benda, dove, secondo che ho narrato, venne introdotto nel salotto in cui erano gli altri personaggi che sappiamo.
Appena entrato, Selva gettò sulla famiglia del suo amico e su Quercia uno sguardo che voleva dire: — Io non ci ho colpa.
Il capo dei birri si avvicinò a Barnaba e gli mostrò i libri che avevano preso al fuggitivo. Barnaba fece un segno di approvazione, e parlò a bassa voce coll'arciere.
— Domando che non mi si tenga oltre afferrato come un malfattore: disse Giovanni con voce fremente d'indignazione.
Il capo arciere a cui Barnaba aveva finito di parlare venne presso all'arrestato, e senza rispondere pure una sillaba alle parole di lui, mentre gli altri lo tenevano più stretto che mai alle braccia ed ai panni, si pose a frugarlo in ogni tasca con una lestezza singolare. Trasse fuori gli altri libri e tutte le carte che Giovanni aveva in tasca; e le faceva passare man mano a Barnaba, il quale gettava uno sguardo sopra ogni cosa e poi la rimetteva ad un arciere.
Giovanni sbuffava, ma tenuto strettamente da due uomini robusti non aveva modo di far efficace resistenza.
Quando ebbero finito di vuotargli le tasche, uno degli arcieri che lo tenevano disse al suo superiore: