— Avete voi l'ordine di arrestare il sig. Benda?
Il brigadiere si strinse nelle spalle, poi si volse con muta interrogazione verso Barnaba, il quale scosse la testa in segno negativo.
— Pare di no: disse il brigadiere.
— Or bene: riprese a dire il dottor Quercia; non dovreste avere difficoltà nessuna a dichiarar ciò a questa brava gente.
— Uhm! Fece il carabiniere esitante.
— Date retta: soggiunse vivamente Gian-Luigi con voce, accento e mossa che lo atteggiavano a dominatore della situazione; so che cosa debba essere la fermezza d'un militare, ma so eziandio che fra le virtù del vostro ufficio si deve pur contare la prudenza. Stimate voi prudente lo sfidare tutta questa baraonda d'operai che il pericolo del loro padrone mette in furore? Ne ammazzerete qualcheduno; ma badate al numero loro, e guardate che faccie risolute e che braccia d'atleta! Sarà una grande responsabilità quella che cadrà su chi sia stato cagione d'un conflitto. Pensate alle conseguenze. Tutte le famiglie di questa povera gente sarebbero ruinate; — e voi non uscireste vivi, neppur uno, da questa stanza. Non vi par egli adunque più saggio e conveniente, non dico il cedere, non dico il rinunziare al vostro dovere, ma di rinserrarne l'esecuzione in certi limiti e dare così alcuna soddisfazione a questi accalorati?
Quelle parole fecero un'evidente impressione sul brigadiere.
— Il giovane che abbiamo arrestato verrà con noi: disse egli quasi interrogando più che affermando.
— Sì certo. Nessuno pensa a torvelo di mano. Voi non avete che da rinunziare a molestare dell'altro questa famiglia....
— Diavolo! E la perquisizione?