— La salverò... Oh sì, la salverò, lei e suo figlio... e mio figlio!

Chi può spiegare il misterioso procedere del nostro pensiero? Aveva egli appena pronunziato queste ultime parole «mio figlio» che la sua fantasia tolta di subito alle immagini che la occupavano in quell'istante, era gettata in una sfera tutto novella, in cui forse, e senza forse, non che soffermatasi, non era penetrata ancora mai. Pensò alle gioie paterne ed alle miti felicità della famiglia a lui isconosciute affatto e che in quel momento gli apparivano con tutta la loro soavità leggiadra. Si rivide innanzi la gioia serena di sposi novelli, la superba dolcezza di genitori bacianti il frutto delle loro viscere; gioia e dolcezza a cui appena aveva badato per lo addietro, cui aveva fors'anco disprezzato e deriso, che in quell'istante gli apparivano inaspettatamente — quali sono — le migliori cose del mondo.

E perchè non cercherebbe colà il suo bene, egli pure? Si immaginò di colpo circondato dal caro ambiente d'una famiglia — sua — e in questo ambiente, luce e profumo la virtuosa modesta bellezza d'una donna affettuosa. Anzi questa vagheggiata beltà gli apparve personificata in forme reali, e vedute poc'anzi — non quelle della misera Ester da lui sedotta — ma quelle della graziosa Maria. Si compiacque un istante di questi pensieri e di queste immagini. Sorse in piedi e si pose di nuovo a passeggiar su e giù, le braccia incrociate al petto e il capo chino.

Quella stanchezza della sua opera infame, quel fastidio de' fatti suoi, che vedemmo averlo assalito poc'anzi, lo presero più forte. Egli conosceva abbastanza la sua potenza per credere che dove avesse voluto sarebbe entrato vincitore nel cuore della fanciulla, era abbastanza pratico di codesto per esser certo senza fatuità che una prima favorevole impressione egli l'aveva già in Maria prodotta: sapeva d'altronde che dalla famiglia era quella giovane amata cotanto da non voler contrastare ad una passione che la dominasse sovrana, e che insoddisfatta la renderebbe infelice. Egli adoperandosi fruttuosamente — e di ciò era certo — per restituire a quegli afflitti e sgomentati genitori il figliuolo avrebbe acquistato da quelle anime generose tanta gratitudine quanta sarebbe stata a sufficienza per coadiuvare all'amore di Maria per lui affine di ottenerlo a sposo. Egli si scioglierebbe dall'infamia, si allontanerebbe; la famiglia Benda era ricca, e la dote data alla figliuola sarebbe stata tale da bastare a vivere agiatamente....

Ma qui l'idea del denaro che s'intromise in quel romanzo morale cui la sua fantasia stava facendo, ne corruppe tutta la composizione, tolse lo spirito di Gian-Luigi a quel puro ambiente in cui era disavvezzo pur troppo e lo ricacciò nelle fangose peste dove soleva dibattersi. La cosa non gli apparve più che come un affare di guadagno, di cui da discutersi se più o meno il vantaggio. Una modesta agiatezza era quella che sarebbe bastata per lui? E dove ne andavano tutti i profondi e complicati disegni ch'egli aveva fatto per isconvolgere la società e vincere in quella guerra all'ordine costituito, la quale, da sorda, bassa e criminosa, doveva un giorno nel suo concetto scoppiare aperta e potente alla luce del sole per far lui primo e glorioso, e dominatore? Quelle acri ambizioni, quei feroci istinti insaziabili che lo tormentavano, oh come avrebbero taciuto di subito? E non sarebbe stato segno d'impotenza la rinuncia? No no; egli si ripeteva che era preso, da non potersene sceverare più, per le ruote dentate di quella macchina ch'egli stesso metteva in moto. Non c'era da illudersi con altre idee. Egli doveva in quella strada continuare per giungere alla meta o soccombere.

— E quel birbante di Pelone non viene! Disse egli ad un tratto, ritornando collo spirito alle cose presenti ed al bisogno che aveva di parlare col bettoliere.

In quella ecco un leggier fruscio sentirsi verso l'entrata e Gian-Luigi che si volse vide venir sollecita con un bel sorriso tutto amoroso Maddalena, la serva dell'osteria.

Ma il sorriso della giovane si agghiacciò sulle sue labbra al vedere la fronte corrugata e l'aspetto corruccioso del medichino.

— Che cos'è codesto? Gridò egli con quell'accento che faceva tremare. Gli è mezz'ora che aspetto; e poi non ho chiamato te, ma ho chiamato Pelone.

Maddalena, tutto mortificata, rispose coll'accento di chi si difende ingiustamente accusato: