Allora si ricordò che stava aspettando da più di un quarto d'ora Pelone, a cui aveva comunicato per mezzo della corda di ferro il cenno di accorrere; e con maggiore impazienza di prima tornò a dare tre più forti strappate all'anello della tavola.
In quella il suo sguardo cadde sopra uno di quei pezzettini di carta ch'egli aveva gettato qua e là, lacerata la lettera di Ester. Per atto quasi irriflessivo, prese quel minuzzolo e lo accostò agli occhi. V'era scritta su una parola intiera, la parola madre.
Questa sola parola staccata, che il caso gli faceva comparire innanzi a quel modo, turbò il giovane più che non avesse fatto la lettura dell'intiero biglietto della povera Ester.
— Madre? Diss'egli fra sè, e un tremito interno gli scuoteva le viscere. È la prima volta che ciò mi avviene; la prima volta che una donna mi dice: sono madre per te. Gli uomini si rallegrano di questo annunzio. Per me gli è un nuovo cumulo di fastidi. Oh che, avevo bisogno giusto adesso mi venisse sopra quest'altro imbroglio!.... Mi dice ch'io la salvi. Eh! che cosa ho da far mai, e in fin dei conti a me che cosa importa di lei e del suo bambino?
Ma questa crudeltà d'indifferenza che il suo fiero egoismo gli suggeriva era troppa, perchè a lui medesimo non ripugnasse.
— Ah suo padre, quel vecchio scellerato d'ebreo è capace dassenno d'ogni peggior eccesso per vendicare l'onta della sua figliuola, e siccome il vile non è feroce che coi deboli, ed io sono forte, gli è certo contro la infelice Ester ch'egli vorrà infierire.... Povera giovanetta! Ella m'ama pur tanto!...
A un tratto una nuova idea gli balzò improvvisa in mezzo al cervello fra dolorosa e piacevole:
E il bambino?... Ah! di quello posso bene esser sicuro che gli è mio sangue.... Che sarà di lui?
Pensò che egli pure era nato probabilmente di quella guisa, che la sorte a lui toccata avrebbe avuto quell'essere che accennava volersi affacciare alla vita, che a quell'innocente avrebbe toccato eziandio aprirsi una strada in mezzo al mondo ostile e rassegnarsi od a giacere nell'oscura povertà od a conquistare col dolore e col travaglio del corpo, del cuore e dell'intelletto ogni menomo vantaggio sociale, assai probabilmente a precipitare, se maschio, nella strada del delitto, se femmina, in quella della vergogna.
Una nuova, non anco provata tenerezza, di botto lo assalse al pensiero di quel bambino. I suoi occhi che raro o non mai brillavano per una espressione di dolcezza e di sensibilità, parvero inumidirsi e a mezza voce, come per farsi un promessa, come per impegnarsi innanzi a se medesimo, pronunziò le seguenti parole: