— Noi lo purificheremo appropriandocelo... Eh! eh! ce ne sarà per delle migliaia e migliaia di marenghini.

— La società tollera queste turpitudini e queste sconcie arpie; e non solo le tollera, ma le protegge!... Bene; è giustizia il punirle noi.....

— Sicuro! Noi siamo gli esecutori di quest'altra giustizia senza sciocchezze di tribunali.

Il medichino saettò d'uno sguardo severo la faccia ironica di Graffigna.

— Non hai tu più nulla da dirmi?

— Nulla.

— Allora dormi a tua posta e risparmiami le tue osservazioni.

Il mariuolo si voltò dall'altra parte e parve in un attimo ingolfato nel sonno il più profondo.

Gian-Luigi appoggiò tutti e due i gomiti alla tavola e nascose tra le mani la faccia. Pensava. Era egli stato fatto per quella parte che intanto sosteneva con tutto il suo impegno? La natura — non diceva la Provvidenza, perchè non credeva più in essa — aveva ella datogli quelle facoltà, quelle potenze che ei possedeva, per farne un tal uso? Come mai nessun'altra strada erasi dischiusa alla sua intelligente attività? Qui ricordava tutto il concatenamento dei casi che di grado in grado l'avevano menato a quel punto in cui si trovava; come la ricchezza agognata e i piaceri mondani a cui anelava gli sfuggissero innanzi con ironica schifiltà, a seconda ch'egli voleva con mezzi onesti arrivarli; come su loro avesse potuto mettere primamente le mani, quando era entrato nella via del delitto. Vedremo un giorno per quali circostanze fosse stata preparata ed affrettata la sua caduta; ma ora intanto, di pieno affondato nell'ambiente il più criminoso dell'elemento sociale più basso ed in rivolta permanente contro l'ordine vigente, contro la legge, contro la proprietà; ora egli si domandava se quell'appagamento cui godeva di parecchi suoi desiderii ed istinti bastava a soddisfargliene l'anima, se quella era la sorte ch'egli aveva nei sogni dell'adolescenza vagheggiato.

Gli anni primi della sua vita gli sfilarono innanzi al pensiero, inquadrati nella scena del villaggio, e in essi principale la figura di Maurilio, che aveva ritrovato la sera innanzi. Maurilio era sempre povero, sempre ignoto, egli di cui Gian-Luigi riconosceva l'intelligenza superiore anco alla sua! Rimanendo onesto ancor esso adunque sarebbe a quel punto? Pure c'era in fondo all'animo di questo troppo traviato giovane alcuna cosa che lo ammoniva non essere impossibile per altra strada giungere di meglio a quel fastigio a cui anelava. E forse quest'altra strada l'ingegno potente di Maurilio glie l'avrebbe saputa additare. Se alla intelligenza straordinaria del suo compagno d'infanzia si unisse in un'opera comune la risolutezza, l'attività, la forza di lui, che cosa non potrebbe ottenersi da siffatta consociazione? La sera innanzi Gian-Luigi aveva detto a Maurilio che sarebbe recatosi da lui a parlargli di rilevantissime cose; ora determinò più fermamente di far ciò, appena avesse un momento di libero.