Mario Tiburzio fece un soprassalto e mandò una esclamazione.
— Furano arrestati, continuava Gian-Luigi; e nella casa di Benda ebbe lungo una perquisizione, la quale son persuaso si sarà fatta del pari nell'alloggio di Selva.
— Nè presso l'uno, nè presso dell'altro possono aver trovato cosa che riveli in alcun modo il complotto.
— Ma questo arresto non può egli essere indizio che si ha sentore del medesimo e che se ne vanno ricercando le fila?
Mario Tiburzio, per quanto fosse padrone di sè medesimo, impallidì.
— Impossibile! Esclamò egli. Converrebbe che alcuno dei più fidati capi dell'impresa ci avesse traditi.
Tacque un istante, e poi domandò a Quercia lentamente, guardandolo fiso:
— Ma voi, come sapete che que' due giovani furono arrestati e come ch'essi sieno della congiura?
Quercia sorrise.
— Vi ho detto che tengo ancor io la mia Polizia segreta, e potrei farmi onore della medesima che mi avesse informato; ma preferisco dirvi la verità qual essa è.