— Ascoltami, Candida, per l'amor del cielo, che io t'ami, e come, hai tu bisogno ancora d'udirmele a dire ed a giurartelo sull'anima mia? Non vedi che tutti gli atti della mia vita ad altro non sono intesi fuorchè a questo unico scopo: vederti, esserti presso, vivere in quell'ambiente in cui tu vivi, seguirti in quelle splendide sfere che tu, astro brillante e benigno percorri? L'udire da te manifestato pure un sospetto sulla intensità e sulla fedeltà dell'amor mio, è per me un oltraggio che mi offende, e innanzi a cui s'inalbera e riagisce — troppo forse anco — l'orgoglio della mia natura, la coscienza di non meritarlo. Ecco perchè ieri sera alla tua domanda opposi forse troppo aspro il diniego...

Serrò con una sola delle sue le piccole mani di Candida, e si passò la destra sulla fronte e sugli occhi, mandando un profondo sospiro, come uomo assalito da una delle più penose sensazioni.

— Ieri sera, inoltre, io mi trovava, come mi trovo tuttora, sotto la più trista impressione d'una delle maggiori disdette che mi sieno toccate.

La contessa vide la bella faccia di Luigi, così abile ad esprimere ogni fatta sentimenti, dipingersi di tanto cordoglio ed abbattimento che ne sentì tosto e profondo tocca la sua anima pietosa di donna innamorata.

— Che cosa t'avvenne? Domandò essa vivamente chinandosi verso di lui.

— Nulla, nulla. Non parliamo di ciò...

— Parliamone invece. Tutto ciò che riguarda te, non tocca me pure?... Dimmi la verità, Luigi.

— Perchè amareggiarti inutilmente?... Volevo che tu nulla riuscissi nemmanco a sospettare, e ier sera nascosi tanto bene la mia passione, che tu hai piuttosto accusato l'amor mio che indovinata la mia sciagura. La necessità di combattere i tuoi sospetti, che troppo sono dolorosi al mio cuore, mi fece ora sfuggire dalle labbra quelle parole. Ti bastino per ispiegare il mio contegno, e non voler sapere di più.

— Sì, voglio, e ci ho diritto..... Perchè sarebbe inutilmente ch'io apprenderei questa tua nuova traversìa? Chi sa ch'io non possa venirti in aiuto!...

— No: prorruppe con impeto Luigi: questo poi no. Troppo già mi adonto di quello che hai fatto per lo addietro a mio vantaggio. Non voglio più nulla da te.