— A questo penserò io; tu intanto, dolce amor mio, non crucciartene. Ho ancora nel mondo abbastanza amici che, pregati, si faranno premura di sovvenirmi... Ah! gli è codesto che ripugna al mio orgoglio: pregare altrui!... Al postutto questa somma non ho bisogno di torla ad imprestito che per pochi giorni. La settimana ventura io sarò in condizioni tali da poterla rimborsar tosto... C'è bensì una persona alla quale non avrei che da dire una parola, perchè mettesse a mia disposizione tutti gli ori e le gemme che possiede...

Candida impallidì, e i suoi occhi lampeggiarono.

— Ah! Esclamò essa. So a chi volete alludere.

— Ma questa parola, soggiunse affrettatamente Luigi, non la dirò a niun conto.

Successe un silenzio. Candida pareva riflettere profondamente.

— No: proruppe ella ad un tratto; tu non avrai da ricorrere ad altri... Hai detto che di questa somma hai bisogno per pochi giorni?

— Pochissimi.

— Ti do i miei diamanti... Essi valgono il doppio... Impegnali e serviti dei denari...

Luigi si gittò ginocchioni a' piedi della contessa e ne abbracciò il corpo con braccia che si sarebbero potute dire frementi di passione.

— Oh Candida! Esclamò con espressione indicibile di riconoscenza e d'amore.